Ottimizzare l’irrigazione per raccolti abbondanti

Nel cuore dell’agricoltura estensiva del Nord Italia, tra la fine di giugno e metà luglio, si apre una finestra strategica per l’introduzione dei “secondi raccolti”. Queste colture, che seguono cereali autunno-vernini come frumento e orzo, rappresentano un’opportunità eccezionale per massimizzare la produttività del suolo. Tuttavia, il successo di queste coltivazioni estive, spesso minacciate da alte temperature e suoli aridi, dipende in gran parte da una strategia irrigua mirata e tempestiva.

I secondi raccolti spiegati bene

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Secondi raccolti: la chiave per il successo agricolo nel Nord Italia con un'irrigazione intelligente 9

I secondi raccolti sono un pilastro per l’ottimizzazione della produttività annuale del terreno agricolo. In un panorama agricolo caratterizzato da prezzi variabili, dall’esigenza di rotazione delle colture e dalle sfide del cambiamento climatico, offrono una serie di vantaggi concreti:

  • Opportunità economiche: permettono di accedere a nuovi mercati, produrre foraggio di qualità o fornire materie prime per l’industria alimentare.
  • Vantaggi agroecologici: contribuiscono alla copertura del suolo, contrastando l’erosione e la compattazione, e competono efficacemente con le infestanti.
  • Miglioramento dell’efficienza aziendale: garantiscono un utilizzo ottimale di macchine, personale e, soprattutto, degli impianti irrigui già presenti.


Tra le colture più diffuse per il secondo raccolto nel Nord Italia, dove Irrigazione Veneta opera, troviamo:

  • Soia precoce, ottima scelta per il margine economico, con un ciclo di 90-100 giorni. Qui, a titolo informativo, un approfondimento sullo stelo verde della soia.
  • Mais da insilato o secondo granella, fondamentale per il settore zootecnico.
  • Sorgo da foraggio, notoriamente resistente allo stress idrico, ideale per le condizioni estive.
  • Girasole, utile per la rotazione colturale e tollerante alla siccità.
  • Miscugli foraggeri estivi, come meliloto, loietto e sudangrass, per un apporto nutritivo elevato.

Irrigazione dei secondi raccolti: cruciale per emergenza e sviluppo vegetativo

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La regola d’oro per i secondi raccolti è chiara: “Non aspettare che le piante mostrino i sintomi di stress”. Dopo la raccolta dei cereali, i suoli sono spesso secchi e caldi, rendendo l’irrigazione un’azione proattiva e non reattiva.

È fondamentale, quindi anticipare l’irrigazione al momento della semina se il terreno è troppo secco per assicurare una germinazione efficace, e irrigare immediatamente dopo l’emergenza per stimolare un robusto sviluppo radicale.



L’obiettivo è prevenire qualsiasi blocco vegetativo: ogni giorno perso a luglio può compromettere irrimediabilmente il ciclo breve della coltura.

Impianti d’irrigazione per i secondi raccolti e gestione dell’acqua

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In un contesto di agricoltura estensiva, l’efficienza dell’irrigazione si traduce in velocità, mobilità e adattabilità. Ecco gli impianti più indicati:

  • Rotoloni ad ala piovana: estremamente flessibili, sono perfetti per colture come mais, girasole ed erbai.
  • Ala gocciolante superficiale temporanea: eccellente per la soia e le colture con file ravvicinate, garantisce un’elevata efficienza nell’uso dell’acqua.
  • Pivot circolari: laddove già installati, offrono turni irrigui regolari e profondi, ideali per grandi estensioni.
  • Manichette recuperabili: una soluzione economica e facilmente installabile per l’irrigazione localizzata.


    Ogni coltura ha un fabbisogno idrico specifico da rispettare per ottenere i migliori risultati:
  • Soia: 4000–5000 m³/ha
  • Mais secondo raccolto: 4500–5500 m³/ha
  • Sorgo: 3000–4000 m³/ha
  • Girasole: 2500–3500 m³/ha

In periodi di scarsità idrica, è fondamentale adottare strategie intelligenti, come selezionare colture meno esigenti, quali sorgo o erbai che tollerano meglio lo stress idrico; ridurre le superfici irrigate e dare priorità a terreni più fertili dove l’investimento idrico garantisce un ritorno maggiore; integrare sistemi di monitoraggio, poiché l’uso di tensiometri o sonde per monitorare l’umidità del suolo permette di irrigare solo quando e dove necessario.

Vantaggi agronomici e ambientali

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I secondi raccolti sono sì un vantaggio economico, ma portano con sé anche importanti benefici agronomici e ambientali favorendo una seconda produzione utile in anni di buona disponibilità idrica, una maggiore copertura del suolo con minore erosione e compattamento del terreno, e maggiore biodiversità, poiché contribuiscono a spezzare i cicli di malattie e parassiti promuovendo un ecosistema agricolo più sano.

La riuscita dei secondi raccolti nel Nord Italia dipende indissolubilmente da una gestione idrica intelligente e tempestiva. Per affrontare le sfide di un’estate calda e secca, è fondamentale disporre di impianti di irrigazione efficienti, ben manutenuti e flessibili.

Siete pronti a massimizzare il potenziale dei vostri terreni con i secondi raccolti? Contattate Irrigazione Veneta per scoprire le soluzioni più adatte alle vostre esigenze e garantire il successo delle coltivazioni.

Foto da Unsplash di Todd Trapani, Steven Weeks, Waldema

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