Umidità nei terreni: come preservarla in vista dell’estate

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Come stanno i terreni? 5

Umidità, questo prezioso elemento. Lo sappiamo bene in Irrigazione Veneta quanto importante sia la salvaguardia del fattore umidità nei terreni.
Grazie ai sensori applicati agli impianti di irrigazione, atti a studiarne l’utilizzo adatto, possiamo ottenere anche il trend dell’umidità.
E cosa ci raccontano i dati dell’ultimo periodo?

Fine inverno 2024

A parità di periodo, l’inverno 2023/2024 ha evidenziato una piovosità elevata rispetto all’invernata siccitosa 2022/2023.
Se i terreni dello scorso anno contenevano un basso tenore di umidità, quelli di quest’anno presentano un tasso decisamente più elevato.

Cosa significa per piante, arboree e viti? Che in primavera hanno assicurato il contenuto idrico necessario per lo sviluppo della parte epigea, delle foglie, del fiore e del frutto. I terreni poco umidi, di contro, non contribuiscono in maniera positiva allo sviluppo delle piante, riportando rese inferiori.

Terreni troppo compatti VS terreni morbidi

Nel 2023 l’assenza di ghiacciate, e la conseguente scarsa umidità nei terreni, hanno fatto sì che questi si compattassero in maniera eccessiva impedendo all’acqua derivante dalle irrigazioni di penetrarli in profondità.
Quest’anno la situazione è notevolmente diversa, con terreni che pur non avendo subito ghiacciate – che favoriscono la sofficità – dispongono comunque di un buon tenore d’acqua che limita l’effetto della compattezza.

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Mai adagiarsi sul grado di umidità nei terreni

Attenzione, però! Nonostante ci sia una partenza di primavera molto buona a livello di umidità, grazie alle copiose piogge di inizio marzo, non si deve rischiare di lasciar abbassare troppo il suo livello nel terreno. Vanno, dunque, monitorate le precipitazioni: se continueranno, terranno l’umidità a buoni livelli, in caso contrario si dovrà ricominciare ad irrigare a cadenza regolare.

Previsioni estate 2024

In vista di un’estate 2024 con temperature molto elevate, il consiglio di Irrigazione Veneta è quello di dare continuità all’umidità nel terreno – e di non disperderla – attraverso un’irrigazione attenta e puntuale.
L’umidità costante sotto la radice va mantenuta per evitare stress alla pianta, per far sì che la superficie accolga sempre in serenità l’acqua e perché tutti i nutrienti – presenti nella soluzione circolante del terreno – vengano messi a disposizione della pianta che li assorbe per osmosi.

Simili livelli di pluviometrie (il vicentino in 15 giorni – tra fine febbraio e i primi di marzo – ha ricevuto l’acqua di 4 mesi) favoriscono un importante livello di acqua nelle falde. Ciò significa che le radici più profonde possono permettersi di attingere acqua dalle suddette e di superare estati impegnative.

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