Aprile: iniziano le irrigazioni e le fertirrigazioni sui frutteti. Un esempio di sostenibilità
Mantenere la giusta idratazione è fondamentale per la crescita sana del kiwi – coltura particolarmente rilevante per reddito – e per raccogliere frutti buoni. Un impiego inefficiente dell’acqua, però, causa un inutile dispendio di questa risorsa e può creare un ambiente favorevole all’insorgere di patologie che colpiscono radici e foglie. Negli ultimi dieci anni, un grave pericolo per le coltivazioni di kiwi è rappresentato dalla batteriosi causata dal Pseudomonas syringae pv. actinidiae (PSA). Questa malattia pare intensificarsi in presenza di irrigazioni abbondanti e di elevata umidità nel terreno.
Perciò l’adozione di strumenti per controllare l’umidità del suolo si rivela una tattica efficace per utilizzare al meglio l’acqua disponibile, proteggere le piante dalle malattie e incrementare la resa produttiva dell’impianto. Vediamo insieme come “comportarsi” con l’irrigazione del kiwi.
Gestione ottimale dell’acqua nell’irrigazione del kiwi
Spesso, nell’irrigare i kiwi, si commettono due errori principali: dare troppa o troppo poca acqua. Un’eccessiva irrigazione può soffocare le radici e predisporre la pianta all’attacco di funghi come Phytophthora e Pythium, oltre a creare un ambiente ideale per la diffusione della PSA. Al contrario, una quantità insufficiente di acqua ostacola la crescita e peggiora la qualità dei frutti.
A questo punto l’utilizzo di sensori di umidità offre i seguenti vantaggi:
- Fornisce una misurazione accurata della quantità di acqua presente nel terreno.
- Permette di irrigare solo quando è realmente necessario, eliminando gli sprechi idrici.
- Aiuta a prevenire l’accumulo di acqua stagnante nel terreno, diminuendo così il pericolo di malattie radicali e della batteriosi.

Irrigazione del kiwi: l’efficienza come priorità
Per rendere più sostenibile la gestione dell’acqua nell’agricoltura del kiwi, è fondamentale implementare metodi di irrigazione che forniscano la giusta quantità d’acqua nel modo più efficiente possibile.
Tra le soluzioni più raccomandate ci sono:
- L‘irrigazione a goccia: questo sistema porta l’acqua direttamente alla zona radicale della pianta, minimizzando le perdite dovute all’evaporazione e allo scorrimento superficiale.
- L’irrigazione a microportata: questa tecnica permette di distribuire l’acqua in maniera omogenea e controllata, evitando l’eccessiva bagnatura.
- L’automazione dei sistemi irrigui: collegare l’impianto di irrigazione a sensori e centraline di controllo consente di attivare l’apporto idrico solo quando le condizioni del suolo lo richiedono realmente.
- L’impiego di sistemi antibrina: questi dispositivi sono cruciali per salvaguardare le piante dai danni causati dalle gelate tardive, attenuando gli sbalzi termici e assicurando uno sviluppo vigoroso.
Doppio vantaggio: proteggere il pianeta e incrementare il raccolto
Lo ripetiamo da sempre. Scegliere metodi di irrigazione guidati da informazioni precise porta con sé notevoli benefici:
- Meno acqua sprecata
- Piante più forti e sane
- Raccolti più abbondanti e di qualità superiore
- Un impatto ambientale ridotto
- Difesa dal freddo
Quindi investire in un’irrigazione del kiwi che rispetti l’ambiente non è solo un atto di responsabilità, ma anche una mossa intelligente per ottenere raccolti migliori e piante più robuste.
Foto di Jason Lee e Tom Paolini su Unsplash

