Gestione irrigua, risparmio idrico: i cambiamenti climatici cambiano le carte in tavola. L’attenzione si sposta sul terreno

sensore dell'umidità del terreno
Sensore dell’umidità del terreno

C’è “un clima” che sta cambiando le carte in tavola e la tecnologia per l’agricoltura – comprensiva di sensori, impianti irrigui, satelliti e droni performanti, tra gli altri – non “basta” per sentirsi “al sicuro” su gestione e risparmio idrici. Lo dice con fermezza e con consapevolezza Irrigazione Veneta e lo sottolinea Alberto Montagna, consulente per la gestione idrica dell’azienda.

Laureato nel 2003 in Scienze forestali e ambientali all’università di Padova, negli ultimi 15 anni Montagna si è specializzato nella gestione dell’irrigazione e nel risparmio idrico.

È attraverso Montagna che Irrigazione Veneta regala una panoramica sullo stato dell’arte di colture, del fabbisogno idrico, e degli effetti del cambiamento climatico sui punti precedenti, perché c’è un “fattore vivo” con cui agricoltori ed esperti del settore hanno quotidianamente a che fare: il terreno. E a lui va ricondotta la prima analisi.

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“Goccia a goccia”, le interviste agli esperti: Alberto Montagna 11

Esso, infatti, percepisce il clima e gli estremi climatici a cui siamo sottoposti (soprattutto negli ultimi tempi con periodi siccitosi alternati a forti piogge) ne stanno danneggiando la struttura, rendendola più compatta e complessa da irrigare.

Il clima, in sostanza, sta minando il modo in cui si interpretano gli elementi guida delle irrigazioni. Suoli troppo compatti portano a decodificare erroneamente gli apporti naturali idrici, non permettono di capire se l’acqua sta scendendo bene in profondità.

La gestione dell’irrigazione sta, quindi, diventando più impegnativa e, al contempo, importante perché va portata avanti saggiamente onde evitare sprechi e costi.

“A fronte di tecnologie avanzate per l’irrigazione va affiancato un uso attento degli impianti – è il commento di Montagna -. L’agricoltore (o il tecnico per l’agricoltore) deve capire le condizioni del terreno, deve comprendere se è idoneo a ricevere o meno l’acqua, e questo è fattibile solo attraverso un sopralluogo in più, una passeggiata in più in campagna”.

Si fa forte la necessità di monitorare bene il terreno, di lavorarlo opportunamente per renderlo in grado di lasciarsi attraversare correttamente dall’acqua e apportare sostanza organica per aumentarne la sofficità.

È giunto, in pratica, il momento di “tornare in campo”. Letteralmente. Perché i cambiamenti climatici stanno modificando le condizioni dei terreni e l’interpretazione dell’irrigazione.

Esempio di irrigazione con ala gocciolante interrata. Sul terreno si evidenzia lo sviluppo ottimale dell'area bagnata
Esempio di irrigazione con ala gocciolante interrata. Sul terreno si evidenzia lo sviluppo ottimale dell’area bagnata

Alberto, come è necessario approcciarsi al risparmio idrico?

Le attrezzature per la gestione irrigua disponibili oggi sono molteplici e valide, tra sensori che captano l’umidità del terreno, centraline meteorologiche, modelli matematici (algoritmi di previsione) che permettono di comprendere il fabbisogno idrico di ogni cultura, satelliti, droni. La tecnologia, insomma, è varia e va fatta funzionare al meglio. Qual è il passo in più da fare in questo momento? Consapevolizzarci sulla necessità di analizzare il terreno prima di tutto, e conoscere maggiormente questi impianti, perché non ha senso avere strumenti performanti e non saperli utilizzare. Interpretare male le condizioni dei terreni porta a un utilizzo non consono dell’acqua, con conseguenti sprechi. Pertanto è da lì, dalla terra, che inizia tutto.

Mappa satellitare per il monitoraggio della distribuzione spaziale dell'umidità del terreno
Mappa satellitare per il monitoraggio della distribuzione spaziale dell’umidità del terreno

Come è possibile pianificare un sistema di irrigazione che massimizzi l’efficienza nell’uso dell’acqua?

Ci sono gli impianti, ci sono le tecnologie, ma va approfondita la conoscenza del terreno. E questo è fattibile andando più in campagna per vedere se la terra ha la sofficità ideale per accogliere l’acqua. Le condizioni climatiche stanno minando la capacità di ricevere acqua da parte del terreno, e solo una visione sul campo, letteralmente, permette di comprendere la reale situazione. Solo osservando, toccando e studiando il terreno si può capire se le modalità irrigue utilizzate sono funzionanti o vanno modificate. 


Grafici per il monitoraggio dell'umidita del terreno
Grafici per il monitoraggio dell’umidita del terreno

Ci sono pratiche di conservazione del suolo che possono contribuire al risparmio idrico?

Andrebbe analizzato caso per caso, ma generalizzando dico sì. Anche se le colture sono diverse, una cosa è comune a tutti i terreni: necessitano di sostanza organica per essere soffici, non troppo compatti, e “bere correttamente”.
 Bisogna, inoltre, perseguire azioni opportune per far sì che ci sia porosità sulla superficie, ma ogni coltura necessita di uno studio specifico e di strumenti appositi per realizzare questo.

Ci stiamo accorgendo, anche senza tanto essere esperti, che una gestione intelligente e ottimizzata dell’acqua è strategica su più fronti: risparmio notevole, resa colturale più interessante, risoluzione della fame (Agenda 2030 dell’ONU). A tal proposito la gestione irrigua è un servizio che già applicate ad alcune aziende, vostre clienti, nella forma di ricerca e sviluppo. Ma desiderate ampliare la proposta, viste le competenze interne a Irrigazione Veneta?

Certo. Il tema è molto caldo: in futuro ci sarà sempre meno acqua, e si paleseranno periodi siccitosi in cui l’acqua deve essere gestita in maniera oculata. Chi meglio di coloro che trattano impianti di irrigazione può dare un servizio in questi termini?! Grazie alle competenze maturate da noi esperti e consulenti, anche in ottica di semplificazione, stiamo implementando il servizio di gestione irrigua, un supporto che permetta all’agricoltore di migliorare l’uso degli impianti a disposizione. È uno dei buoni propositi del 2024. Stay tuned!

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