Un lavoro di mani, di testa, di ingegnosità

irrigazione agricoltura
“Goccia a goccia”, le interviste agli esperti: capo officina Giuliano Ponso, il “sarto del ferro” 5

59 anni, di cui 24 in Irrigazione Veneta. Giuliano Ponso è il capo officina, ruolo che si porta appresso dal 2000, anno in cui è entrato in azienda. Prima da solo, ora affiancato da un collega e da uno stagionale, Giuliano non mette solo le mani, ma anche la testa e la creatività nel suo lavoro. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare qualcosa in più di cosa significhi lavorare in officina a Irrigazione Veneta.

Giuliano, cosa fa concretamente l’officina?

Nella nostra officina creiamo complessi sistemi di filtraggio che nascono da progetti customizzati: si “cuce tutto su misura”, non c’è niente di standard. Collaboriamo con i tecnici, i commerciali, gli ingegneri degli uffici che ci propongono il disegno e poi noi lo concretizziamo lavorando di “olio di gomito”.

Com’è cambiato il ruolo di capo officina nel corso degli anni?

Per i primi 15 anni sono stato “capo officina di me stesso”. Arrivavo da un lavoro in un’officina dietro casa che, per cliente, aveva – tra gli altri – Irrigazione Veneta. Una volta chiusa è stata la stessa azienda di irrigazione a chiedermi di spostarmi da loro, vista la storicità della collaborazione. Oggi siamo in tre a lavorare in questo settore, di cui uno stagionale.

Negli anni il mio operato si è evoluto, perché se agli inizi mi occupavo prettamente di lavori semplici per il magazzino, nel tempo ci siamo spostati sulla realizzazione di impianti di alto valore. Se una volta mi bastavano poche ore per portare a termine una commessa, ora ci metto anche settimane per consegnare un lavoro. Organizzativamente parlando, ho iniziato in un’officina piccola, ora lavoriamo in un capannone grande.

Cosa l’ha spinta a lavorare in questo settore?

Avevo l’officina dietro casa. Diciamo che sono stato indirizzato sin da subito a questo lavoro. Una volta ottenuto il diploma in un istituto professionale, ho lavorato con mio padre, mio fratello e gli zii nell’officina mettendo nell’ambito tanta creatività. Sono così io, nell’approccio al lavoro, e Irrigazione Veneta mi regala molti stimoli: ogni impianto non è mai uguale a un altro. Devo ragionare, prendere misure, recuperare materiali, informarmi, cercare soluzioni, creare. Non è un lavoro standard, ma di testa. E per fortuna, aggiungerei.

Quali sono state le sfide e le soddisfazioni più grandi del suo lavoro in azienda?

Le sfide sono giornaliere, o quasi. Ogni lavoro è una piccola sfida essendo tutto customizzato. La più grande soddisfazione, a ben pensarci, è un messaggio del titolare. Mi mandò la foto di un mio lavoro in funzione sul campo e mi scrisse: “Ecco, questa è una delle tue creazioni”. Quello che faccio io è un lavoro “sporco, rumoroso, pesante”, ma posso dire che esce dalla mia testa e dalle mie mani. L’ho fatto io. E ricevere un riconoscimento per un lavoro ben fatto è fonte di grande gioia.

101 1 blocco irrigazione veneta
“Goccia a goccia”, le interviste agli esperti: capo officina Giuliano Ponso, il “sarto del ferro” 6

Quali sono le sue priorità da capo officina e i suoi valori fondamentali per garantire la qualità del lavoro e la soddisfazione dei clienti?

Anzitutto il lavoro deve piacermi, anche dal punto di vista estetico. Curo particolari che non avrebbero bisogno di grandi attenzioni. Ma sono cresciuto con questo insegnamento di mio padre: “Ricorda che quando fai un lavoro, stai mettendo la tua firma”. Non voglio lasciare la firma su un manufatto di cui non sono soddisfatto. È vero, sono pur sempre lavori che finiscono in campagna, ma io li voglio curati e puliti.

Come motiva i suoi colleghi?

C’è molta collaborazione. Grazie alle rispettive conoscenze, ci aiutiamo, ci consigliamo, ci implementiamo, ci sproniamo e ci fidiamo vicendevolmente.

Come vede evolversi il settore dell’irrigazione nel prossimo futuro?

La parte smart, tecnologica sarà sempre più presente. Ci sono macchinari agricoli performanti per fare cose più in grande in meno tempo. Una macchina comandata da remoto aiuta molto in questo nuovo sistema, ed è qui che entrano in gioco figure professionali, come ingegneri e tecnici, che assistono nell’evoluzione.

Irrigazione Veneta è pronta per affrontare queste sfide e cogliere nuove opportunità?

Certo, perché punta molto sull’aggiornamento costante. Questo fa la differenza.

C’è un consiglio o un messaggio che vorrebbe trasmettere ai giovani che aspirano a lavorare nel settore dell’irrigazione?

Sicuramente la parte tecnologica, smart, multimediale è la più attrattiva, mentre io arrivo dalla scuola “mani, testa e creatività”. Comprendo che la fatica e gli imprevisti siano poco contemplati dai ragazzi, ma voglio ricordare loro che realizzare cose frutto dei propri ragionamenti e del proprio operato regala una soddisfazione incalcolabile. Mettersi in gioco e mettere del proprio sul lavoro stimola, appaga e spinge a migliorarsi sempre.

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo con i tuoi contatti!